Si definisce comunemente Welfare Aziendale l’insieme di azioni attivate volontariamente da imprese per integrare servizi di supporto ai dipendenti e loro familiari che possono migliorare la qualità della vita, il benessere psico-fisico, in un contesto di crisi e riduzione di servizi di Welfare Pubblico. Il Welfare Aziendale, o Secondo Welfare, può articolarsi in molte forme, semplici, informali e molto strutturate, e su diverse aree: Servizi di Cura per dipendenti e loro famigliari (People Care), Servizi per risparmio di tempo (Time Saving), convenzioni per acquisti con scontistica per risparmiare (Money Saving), ed altre azioni di supporto al Benessere dei Dipendenti. Il Welfare Aziendale rientra tra le aree di intervento negli approcci di Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI-CSR).
Il presente documento rappresenta una versione integrata del precedente report “Welfare aziendale: lo scenario europeo e le sue prospettive future” pubblicato nel 2015. La nuova versione contiene in appendice il “Manuale per l’organizzazione e lo sviluppo del welfare aziendale”.
Il documento raccoglie e presenta gli esiti del Gruppo di lavoro tra Soci di Impronta Etica sul welfare aziendale, svoltosi nel 2014 in collaborazione con Cadiai, che ha avuto l’obiettivo di promuovere una prima riflessione tra le aziende socie sullo scenario europeo in termini di cambiamento ed evoluzione dei sistemi di welfare e sui potenziali sviluppi futuri del welfare con un focus sul ruolo delle imprese.
La presente indagine nasce nell’ambito del gruppo di lavoro economia sociale, composto da funzionari della Regione Emilia-Romagna ed esponenti delle tre centrali cooperative e del Forum del Terzo Settore, con l’obiettivo di mettere in luce il contributo offerto dal terzo settore a favore della coesione sociale e territoriale nella regione. A questo scopo si è proceduto ad un’analisi di casi, a partire da un primo campione di 55, identificati con il contributo dei rappresentanti del Forum e delle centrali cooperative in base a caratteristiche di innovatività e rappresentatività rispetto ad alcuni ambiti di attività/gruppi target.
La rappresentanza femminile nelle posizioni manageriali delle maggiori aziende quotate italiane è del 9%, un livello molto inferiore alla peraltro bassa media europea (15% sulle prime 613 società europee quotate). In questo campione non vi sono donne che svolgono il ruolo di amministratore delegato. Considerando un campione più ampio (316 società quotate) si registrano comunque solo il 6,5% di Presidenti e il 6,8% di amministratori delegati donne. Il quadro di rappresentanza femminile migliora di poco se si considerano le posizioni di dirigente e quadro: le donne sono infatti rispettivamente il 15% e il 28 % del totale.
La pubblicazione prosegue la riflessione avviata nel corso del workshop “Il Welfare come motore dell’economia: domiciliarità e servizi alla persona”, che si è tenuto il 12 maggio 2016 a Napoli, in occasione della Giornata Nazionale della Previdenza e del Lavoro.
Questo documento delinea l’approccio che EIGE intende adottare nel corso dei prossimi quattro anni per sostenere il lavoro delle istituzioni europee e gli Stati membri per identificare i livelli di violenza contro le donne e nella formulazione delle politiche per sradicarla.
Il rapporto analizza direttiva 2012/29/EU del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012, che stabilisce norme minime riguardanti i diritti, l’assistenza e la protezione delle vittime di reato, e che sostituisce il Framework Decision 2001/220/JHA del Consiglio, chiamato anche il direttiva sui diritti ‘vittime’.
La violenza contro le donne è una realtà quotidiana per molte donne in tutta l’Unione europea e in tutto il mondo. Perlopiù le donne subiscono violenza da uomini che conoscono molto bene. La violenza è radicata nelle disuguaglianze di potere tra uomini e donne. Troppo spesso, passa inosservata e incontrastata. La Campagna del Fiocco Bianco vuole cambiare tutto questo.
L’oposcolo presenta una panoramica dello studio svolto dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE) sulla mappatura delle fonti di dati amministrativi sulla violenza di genere nell’UE-28.
I dati amministrativi forniscono informazioni dettagliate su come la giustizia, la polizia, servizi sanitari e sociali rispondono agli episodi di violenza di genere. Una riflessione su ciò che viene registrato da un organismo che interagisce con una vittima o un carnefice, ma anche una riflettessione su quanto la violenza di genere non sia sufficentemente segnalata.
Il Rapporto Mamme 2016 propone anche quest’anno un’analisi dettagliata di quello che significa oggi essere madri in Italia. Un esercizio di conoscenza indispensabile per sensibilizzare l’opinione pubblica e i decisori politici su come stia diventando sempre più urgente affrontare le difficili condizioni delle madri italiane, per contribuire, attraverso la loro crescita umana e professionale, allo sviluppo del nostro paese.
