Il libro – nato da un’iniziativa congiunta di Forum PA e futuro@lfemminile nell’ambito dell’iniziativa “Osservatorio Donne nella PA” – è un viaggio nelle storie di 14 donne manager. La pubblicazione delinea percorsi professionali e di vita molto diversi l’uno dall’altro inerenti in alcuni casi profili noti a livello nazionale, in altri casi più discreti e nascosti, ma sempre riguardanti donne competenti, aperte al nuovo, predisposte al rischio e capaci di far fronte serenamente al problema della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.
La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007) prevede, all’art. 1, comma 1251, l’elaborazione di un piano nazionale per la famiglia “che costituisca il quadro conoscitivo, promozionale e orientativo degli interventi relativi all?attuazione dei diritti della famiglia”.
Il Piano propone innovazioni stabili e strutturali di medio-lungo periodo e impegni a carattere programmatico particolarmente significativi tra cui: Parte 3) Lavoro di cura familiare: servizi per la prima infanzia, congedi, tempi di cura e interventi sulla disabilità e non autosufficienza e Parte 4) Pari opportunità e conciliazione tra famiglia e lavoro.
Il lavoro atipico e, più in particolare, il lavoro a tempo parziale è in aumento in tutto il mondo.Questa tendenza è stata particolarmente forte in Europa, dove la questione della diversa organizzazione dell’orario di lavoro è una parte importante del dibattito tra i policy makers e le parti sociali e uno strumento che l’Unione europea ha promosso per aumentare la flessibilità di lavoratori e datori di lavoro.
Il rapporto esamina i risultati di due indagini, condotte da Eurofound (ECS, effettuata nel 2009 e EWCS, effettuata nel 2005) concnetrandosi sugli effetti del lavoro a tempo parziale sulla carriera degli individui e su coloro che sono altamente qualificati o in posizioni dirigenziali.
Il rapporto pubblicato dalla Commissione europea (Directorate General for Justice) e realizzato da IRS-FGB, ENEGE Network, affronta il tema delle conseguenze della crisi su uomini e donne dal punto di vista sociale ed economico. L’analisi che coinvolge 33 Paesi europei e fa riferimento al periodo compreso tra il 2005 e il 2012, propone un’analisi approfondita su come l’inclusione riguardi l’occupazione, la povertà e svariati aspetti del sociale (tra cui l’istruzione, l’alloggio, la sanità e l’assistenza a lungo termine).
A livello globale, nella prima parte dell’ultimo decennio, le disuguaglianze tra uomini e donne nei mercati del lavoro si sono ridotte. Dall’inizio della crisi nel 2007 si è però registrato un nuovo incremento. Questo è quanto emerge dal Rapporto dell’ILO (Tendenze globali dell’occupazione femminile 2012) prodotto in collaborazione con UN Women.
