Quadro informativo presentato, in occasione dell’audizione della Dott.ssa Linda Laura Sabbadini – Direttore della Direzione centrale per gli studi e la valorizzazione tematica nell’area delle statistiche sociali e demografiche, Istituto Nazionale di Statistica, il 22 giugno 2021 alla XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati. “L’analisi muove dall’indicatore europeo, Gender pay gap, declinato secondo le sue dimensioni più rilevanti, per soffermarsi sulla scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro, ove più spesso si collocano in posizioni di relativo svantaggio, indagando infine, con appropriate metodologie statistiche, le determinanti dei differenziali salariali di genere al netto delle differenze imputabili alle caratteristiche della posizione lavorativa, dell’individuo e dell’impresa”.
Nell’ambito del progetto REFLEX (Reconciliation and Flexibility: reconciling new work and care needs) ideato e coordinato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e realizzato insieme all’Università Roma Tre e all’Istituto per la Ricerca Sociale, è stato realizzato un Catalogo delle misure e delle iniziative di conciliazione vita lavorativa e vita privata con l’obiettivo di presentare in maniera chiara e sistematica le iniziative svolte nelle imprese coinvolte nel progetto al fine di conoscere e analizzare specifiche pratiche/progettualità esistenti in azienda per tutto il personale o per gruppi specifici di lavoratrici e lavoratori.
Il gender policies report 2020 ha come tema conduttore il legame tra genere ed emergenza sanitaria. Inapp in questa fase ha elaborato una survey on line per indagare le caratteristiche e le prospettive del momento per uomini e donne, dimostrando come si siano rafforzate le criticità di genere nel mercato del lavoro e nella sfera dei rapporti economici e sociali. Il report approfondisce in particolare il tema della didattica a distanza, della sicurezza sociale in ottica di genere, del divario retributivo di genere con particolare attenzione alla persistenza degli stereotipi e al ruolo della contattazione collettiva. Viene inoltre fornito l’aggiornamento della trattazione annuale sul gender budgeting e il collegamento di questa tematica con la prospettiva di utilizzo del Recovery fund.
Il Working Paper realizzato da IRES Toscana (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali) in collaborazione con CGIL Toscana fornisce una prima analisi sull’impatto dello smart working nell’organizzazione di vita e di lavoro delle lavoratrici in Toscana in seguito all’emergenza sanitaria da Covid-19. La ricerca è caratterizzata da una prima parte normativa, che fornisce i riferimenti legislativi sull’utilizzo della modalità di lavoro agile, e da una una seconda dedicata all’indagine qualitativa sull’impatto dello smart working nell’organizzazione di vita e di lavoro delle lavoratrici in Toscana e delle modalità con cui si sono affrontati problemi e potenzialità del lavoro a distanza.
La crisi innescata dal Sars-COV-2 si sta rivelando un vero e proprio “stress test” non solo per la sopravvivenza e la tenuta esistenziale di individui e famiglie – in molti casi messi a dura prova sul piano sanitario, economico e psicologico – ma anche sulla capacità di resistenza di sistemi complessi quali le organizzazioni (pubbliche e private), improvvisamente costrette ad agire in un contesto radicalmente mutato. Con la drammatica brutalità di cui gli eventi dirompenti sono capaci, l’epidemia ha messo a nudo tutta la vulnerabilità della nostra società. Ha però anche evidenziato quanto persone e organizzazioni siano dipendenti tra loro e quanto la “salute” delle relazioni sociali possa fare la differenza nel resistere all’urto delle crisi, contenendone l’impatto sul benessere individuale e collettivo.
Il Gender Equality Index 2020 è un indicatore composito che misura il concetto complesso di uguaglianza di genere che aiuta a monitorare i progressi e le battute di arresto uno strumento di misurazione nato per monitorare i progressi e battute di arresto in tutta Europa e supporta i responsabili politici nella progettazione di misure di parità di genere più efficaci. Il punteggio del nostro Paese è aumentato di 10,2 punti dal 2010, ma è ancora inferiore di 4,4 punti rispetto alla media degli altri Paesi Membri.
Nei giorni immediatamente seguenti l’avvio della fase di lockdown e in una situazione di grandissima incertezza su che cosa sarebbe successo nelle settimane successive, Percorsi di secondo welfare si è interrogato sul ruolo sociale delle organizzazioni nei momenti difficili, avviando una “Open call for good practices” rivolta ad aziende, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali, enti del Terzo Settore e amministrazioni pubbliche impegnate a fornire strumenti di welfare straordinari per i loro collaboratori e per le loro comunità per fronteggiare l’emergenza. La prima parte del questionario ha provato a comprendere l’impatto della pandemia sull’andamento delle attività del sistema produttivo, la seconda e la terza a individuare – rispettivamente – le principali misure di welfare aziendale e di responsabilità sociale d’impresa (RSI) realizzate nella fase di emergenza, e la quarta a raccogliere spunti sulle prospettive aspettando la “fase 2” e guardando al futuro.
Nei giorni immediatamente seguenti l’avvio della fase di lockdown e in una situazione di grandissima incertezza su che cosa sarebbe successo nelle settimane successive, Percorsi di secondo welfare si è interrogato sul ruolo sociale delle organizzazioni nei momenti difficili, avviando una “Open call for good practices” rivolta ad aziende, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali, enti del Terzo Settore e amministrazioni pubbliche impegnate a fornire strumenti di welfare straordinari per i loro collaboratori e per le loro comunità per fronteggiare l’emergenza.
Nei giorni immediatamente seguenti l’avvio del lockdown imposto dalla crisi del Covid-19 Percorsi di secondo welfare si è interrogato sul ruolo sociale delle organizzazioni nei momenti difficili, avviando una survey – “Open call for good practices” – rivolta ad aziende, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali, enti del Terzo Settore e amministrazioni pubbliche impegnate nel fornire strumenti di welfare straordinari ai loro collaboratori e alle loro comunità per fronteggiare l’emergenza. Le organizzazioni che hanno preso parte all’indagine sono in larghissima parte concentrate nelle regioni settentrionali del Paese: 3 organizzazioni su 4 si trovano al Nord (74,5%), mentre il restante quarto si distribuisce fra Centro (13,5%) e Mezzogiorno (12%).
Martedì 16 giugno si è tenuto il webinar “Nuove alleanze per un welfare che cambia: le sfide del Covid-19″. L’incontro, promosso dalla Fondazione CRC, è stata un’occasione per ragionare, a partire dagli spunti offerti dal Quarto Rapporto sul secondo welfare in Italia 2019, sulle sfide sociali che ci attendono. Durante l’incontro sono stati presentati i risultati del rapporto di ricerca curato dal Laboratorio Percorsi di secondo welfare che, partendo dall’analisi degli elementi che influenzano il welfare italiano, offre riflessioni prospettiche sul ruolo dei corpi intermedi e delle reti multiattore che operano nell’ambito del secondo welfare e sulla necessità di nuove alleanze, tanto più urgenti alla luce delle trasformazioni imposte dall’attuale crisi sanitaria, economica e sociale. Nel corso del webinar sono anche state presentate alcune anticipazioni della survey condotta dal Laboratorio Percorsi di secondo welfare sulle iniziative di welfare aziendale e responsabilità sociale d’impresa realizzate da enti e imprese nel corso del lockdown.
