Si definisce comunemente Welfare Aziendale l’insieme di azioni attivate volontariamente da imprese per integrare servizi di supporto ai dipendenti e loro familiari che possono migliorare la qualità della vita, il benessere psico-fisico, in un contesto di crisi e riduzione di servizi di Welfare Pubblico. Il Welfare Aziendale, o Secondo Welfare, può articolarsi in molte forme, semplici, informali e molto strutturate, e su diverse aree: Servizi di Cura per dipendenti e loro famigliari (People Care), Servizi per risparmio di tempo (Time Saving), convenzioni per acquisti con scontistica per risparmiare (Money Saving), ed altre azioni di supporto al Benessere dei Dipendenti. Il Welfare Aziendale rientra tra le aree di intervento negli approcci di Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI-CSR).
Il presente documento rappresenta una versione integrata del precedente report “Welfare aziendale: lo scenario europeo e le sue prospettive future” pubblicato nel 2015. La nuova versione contiene in appendice il “Manuale per l’organizzazione e lo sviluppo del welfare aziendale”.
Il documento raccoglie e presenta gli esiti del Gruppo di lavoro tra Soci di Impronta Etica sul welfare aziendale, svoltosi nel 2014 in collaborazione con Cadiai, che ha avuto l’obiettivo di promuovere una prima riflessione tra le aziende socie sullo scenario europeo in termini di cambiamento ed evoluzione dei sistemi di welfare e sui potenziali sviluppi futuri del welfare con un focus sul ruolo delle imprese.
La presente indagine nasce nell’ambito del gruppo di lavoro economia sociale, composto da funzionari della Regione Emilia-Romagna ed esponenti delle tre centrali cooperative e del Forum del Terzo Settore, con l’obiettivo di mettere in luce il contributo offerto dal terzo settore a favore della coesione sociale e territoriale nella regione. A questo scopo si è proceduto ad un’analisi di casi, a partire da un primo campione di 55, identificati con il contributo dei rappresentanti del Forum e delle centrali cooperative in base a caratteristiche di innovatività e rappresentatività rispetto ad alcuni ambiti di attività/gruppi target.
La pubblicazione prosegue la riflessione avviata nel corso del workshop “Il Welfare come motore dell’economia: domiciliarità e servizi alla persona”, che si è tenuto il 12 maggio 2016 a Napoli, in occasione della Giornata Nazionale della Previdenza e del Lavoro.
Il Working Papers è pubblicato nell’ambito del The Working Papers Collection of the Centre for the Study of European Labour Law “MASSIMO D’ANTONA”, forum di discussione rivolto alla comunità scientifica internazionale.
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Lo studio commissionato dall’Unione Europea e realizzato da Rand Europe analizza i conflitti tra vita privata, vita familiare e lavoro nelle diverse fasi della vita personale di donne e uomini, il loro differente impegno nel lavoro, nella gestione e nel contributo al budget familiare e nei lavori domestici.
La pubblicazione, realizzata nell’ambito del Progetto “Lavoro Femminile Mezzogiorno” (LaFemMe), realizzato con il contributo del PON del FSE 2007-2013. “Governance e azioni di sistema” affornta il tema dei voucher britannici, buoni per l’acquisto di servizi di cura in ottica di welfare aziendale.
L’ILO nel recente rapporto Maternity and paternity at work: Law and practice across the world, pur registrando un generale miglioramento in termini di normative a tutela della maternità e della paternità (185 i Paesi analizzati), denuncia che il 71,6% delle lavoratrici (di cui l’80% vive in Africa e in Asia), non è ancora adeguatamente tutelato.
Lo standard minimo pari a 14 settimane di congedo di maternità – di cui alla Convenzione ILO n. 183 del 2000 – è stato raggiunto dal 53% dei Paesi (nel 1994 era solo il 34%), tuttavia la forza lavoro femminile effettivamente protetta è pari al 28,4%, nonostante la percentuale delle aventi diritto ammonti al 40,6%. La differenza tra i dati è addebitabile a diversi fattori: scarsa conoscenza dei diritti; capacità contributiva insufficiente; disparità nei sistemi di sicurezza sociale; controlli inadeguati; pratiche discriminatorie; lavoro nero ed esclusione sociale.
“In un contesto in cui i vincoli di finanza pubblica rappresentano una limitazione a gran parte degli investimenti necessari per la modernizzazione del sistema di welfare, lo sviluppo di soluzioni di welfare sussidiario può essere di grande vantaggio economico per le imprese e di notevole beneficio per i dipendenti che ne usufruiscono. Per la prima volta McKinsey & Company, attraverso una ricerca ad-hoc presentata a Roma il 23 aprile 2013 al Forum di Valore D, riesce a dare evidenza della domanda di servizi di welfare aziendale e a quantificarne il beneficio economico per gli attori coinvolti (…)”.
