L’azienda dà la possibilità alla lavoratrice madre prima che rientri dal congedo di maternità, di stabilire con congruo anticipo un programma agevolato e flessibile di smaltimento delle ferie, che potranno essere fruite anche dopo il rientro al lavoro (le ferie maturate fino alla nascita del bambino, salvo casi eccezionali concordati con l’azienda, dovranno essere fruite entro massimo 8 mesi dal rientro).
L’azienda dà la possibilità alla lavoratrice madre di chiedere ed ottenere un contratto part-time fino al compimento del secondo anno di vita del proprio bambino. L’Azienda valuterà l’estensione del part-time, ove possibile, fino al compimento del terzo anno.
Inoltre, in casi di assoluta gravità e opportunamente documentati, l’azienda, compatibilmente con le esigenze tecnico organizzative, valuta con particolare attenzione le richieste di part-time e/o aspettativa fatte dal personale che non può utilizzare la legge 104.
È una particolare forma di prestazione di lavoro che prevede la copertura di una medesima singola posizione lavorativa con la prestazione, part-time di due dipendenti in modo da coprire le 8 ore giornaliere.
Per favorire la conciliazione delle esigenze personali e/o familiari con le responsabilità professionali, può essere prevista la possibilità che i dipendenti svolgano la loro prestazione di lavoro da casa.
Il telelavoro può riguardare tutti i dipendenti ( se compatibile con le mansioni di lavoro) oppure essere concesso al verificarsi di specifici requisiti.
Si tratta di un intervento che consente al/la lavoratore/trice di usufruire di un orario flessibile in ingresso e in uscita.
Questo tipo di intervento, già attuato da diverse aziende, consente di migliorare la conciliazione dei tempi dedicati alla cura della famiglia (ad es. l’accompagnare i figli a scuola) e tempi di lavoro. Nella fattispecie, i lavoratori/trici che hanno l’esigenza di uscire prima da lavoro per accudire ad esempio i propri figli possono entrare al mattino prima dell’orario “normale” di ingresso per anticipare al pomeriggio l’uscita, senza essere costretti a prendere permessi o ad assentarsi.
E’ una forma di flessibilità oraria che consente ai dipendenti di autocertificare la propria presenza in azienda dai propri computer senza ricorrere alla timbratura del cartellino in entrata e in uscita. Si tratta di un dispositivo di conciliazione che permette ai collaboratori di non vivere con ansia l’arrivo al lavoro, potendo gestire senza vincoli d’orario le proprie necessità personali e familiari.
Lo “job sharing familiare” è strumento predisposto per consentire al lavoratore di condividere il proprio posto di lavoro con un parente stretto, sia coniuge che figlio, oppure farsi sostituire da questi in caso di impedimento temporaneo.
E’ uno strumento di flessibilità oraria e organizzativa previsto, in particolare, per far fronte ai picchi produttivi realizzato in azienda di comune accordo con le organizzazioni sindacali.
Si tratta di una forma di flessibilità dell’orario d lavoro che attraverso una puntuale contabilizzazione delle ore di lavoro consente di gestire i tempi di lavoro in modo più flessibile, agevolando i dipendenti nel coniugare lavoro, famiglia e altre responsabilità. E’ uno strumento basato sul dialogo e vede la forte partecipazione di comitati, sindacati e lavoratori.
E’ una forma di telelavoro occasionale, più destrutturata, che non richiede una postazione fissa, e che va ad aggiungersi alla possibilità offerta ai lavoratori di fruire del telelavoro classico.
